L'analisi delle registrazioni carpite con i nostri strumenti e progressivamente liberate del rumore di fondo ci consente di proseguire con l'ennesima hit della colonna sonora di questa tormentata estate canora del pierrecì. In esclusiva per il pubblico di questo angolo della rete, ecco le franche confessioni di Nichi Vendola qualche attimo dopo il voto congressuale.
Ferrero me l'ha detto l'accordo è stato fatto ancora un quarto d'ora e dopo è il lutto Oh Oh Oh! L'ha detto Oh Oh Poi... è il lutto Tu sei così marxista parecchio leninista però sei un poco troppo stalinista Oh Oh Oh! marxista Oh Oh O-! peraista
E allora Paolo quando vieni a amministrare qui con me ché nelle Puglie e 'un ci governi mi'a te! Ma sì! Mi tessero nel piddì Mi tessero nel piddì Forse nell'iddivì T' ho detto sì! Mi tessero nel piddì Mi tessero nel piddì Mica col piddicì piddì piddì piddì piddì vengo e rimango lì anche con essedì piddì piddì piddì piddì vengo e rimango lì anche con essedì
Io non sarò normale pratico il sesso anale ma il resto pare assai così banale Oh Oh Oh! Anale Oh Oh Oh! A-normale E' colpa di Maurizio Acerbo non mi sfizia che tutto certo fa ma non negozia Oh Oh Oh! Maurizio Oh Oh Oh! Non negozia E allora Claudio se fa il salto o non fa il salto non lo so s'e' fatto tardi e ancor più tardi non si può Ma sì! Mi tessero nel piddì Mi tessero nel piddì Forse nell'iddivì T' ho detto sì! Mi tessero nel piddì Mi tessero nel piddì Mica col piddicì piddì piddì piddì piddì vengo e rimango lì anche con essedì vengo e rimango lì anche con essedì
La nostra pausa estiva continua con le ultime hit estratte dalla colonna sonora originale di "Beghe di Partito". Stamattina vi proponiamo la portentosa Ballata dell'elettore pentito, confessione tragica di un popolo di orfani.
Venne il giorno che gli dissi pierrecì tu non mi basti al governo cos'hai fatto come hai speso il tesoretto e volevo ripartire dal consenso già raccolto per potere riaprire quel programma ormai sepolto chiuso con delle catene pieno ormai di ragnatele
Mi dicevi da sinistra senza falce né martello, col partito comunista ed un verde ambientalista, - se Di Pietro avrai votato la sinistra avrai perduto. Ma il Caimano era vicino Il Caimano, il Caimano era questo sai il mio sogno di sconfiggere il bisciùn
Non sto più governando Non sto più criticando e non ho più il mio pierrecì. Non è cambiato niente tutte le notti aspetto ancora una costituente.
E così votai per Walter mi fottevo di paura ripensando al tesoretto non sia mai del Cavaliere E così arrivò in quel posto e da allora son dolori Ora sei l'ultima spiaggia ma la fine ti minaccia. E ogni notte mi consumo a svegliarmi tra i rimorsi.
Non sto più governando Non sto più contrattando e non ho più il mio pierrecì. Non e' cambiato niente tutte le notti aspetto ancora una costituente. Non sto più governando Non sto più lavorando e non ho più il mio pierrecì.
A lavoro va già male nella busta sempre meno. Del lavoro mal pagato si rimedia solo a nero ma le morti sono bianche e per terra c'è del sangue penso ancora alle parole scritte in alto sul giornale: cade dalle impalcature, moglie muore a casa sola.
Non sto più governando e ancora sto lottando ma non ho più il mio pierrecì. Non e' cambiato niente tutte le notti aspetto ancora una costituente. Non sto più governando e ancora sto lottando ma non ho più il mio pierrecì.
In via esclusiva, grazie ai nostri potenti mezzi, abbiamo qui l'onore di pubblicare i duetti segretamente intonati sabato scorso a Chianciano Terme dall'ex Ministro con i principali esponenti delle altre mozioni.
[Grassi, Pegolo-Giannini, Bellotti, De Cesaris-Russo] Ormai avevo pensato di non votare più per te invece vedo il canaio che hai messo su stasera per Nichi. Provo a fare finta che ti modero un po' ma in fondo poi perché? Qui è già calda l'atmosfera io con te stasera ci sto. Come un povero cretino sento che mi vuoi la luce del marxismo spande su di noi il partito è qui che trema lego le tue mani mi chiami, mi chiami, Paolo lo so ora che anche tu mi vuoi.
[Ferrero] Adesso mentre mi voti capisco che mi piaci perché [gli Altri] - che ministero fu con te! - è cinquantuno davvero i voti che speravo per me. Provo a fare finta che ti scavalco ma il gioco mi delude, è già calda l'atmosfera da te vorrei stasera di più: come un povero cretino sento che tu puoi. Sconfitto Nicolino brucia qui per noi. C'è il partito qui che trema leghi le mie mani, mi voti mi voti.
[gli Altri] Come un povero cretino ora che tu sdai ti sento stalinista vero come sei ho l'impulso di fermarti ma tanto non potrei se ti scopri trotzkista come tu sai e ti sento che mi vuoi
siccome non riesco bene a distinguere tra te e la scimmia, sono vegetariano per evitare di mangiarti sono certo che, quando un kit portatile per l'analisi del DNA sarà disponibile su ebay a prezzi abbordabili con un salario precario, potrò smettere di essere vegetariano se hai a cuore il mio problema - cioè se vuoi che non ti mangi per sbaglio ma insisti perché io mangi carne - fa' qualcosa se pensi che potrei imparare a distinguere tra te e la scimmia, fa' qualcosa ma non ti impegnare troppo con le distinzioni: potrei finire col mangiare i pesci, le scimmie, i rom e non te o forse ti aspetti proprio questo?
un vegetariano all'attacco
La formulazione approssimativa della faccenda potrebbe essere, all'incirca: quando tieni una condotta eticamente orientata ma difforme dall'etica dominante, la struttura fondamentale delle obiezioni si articola lungo le linee della coerenza. Ad esempio: "perché, se sei vegetariano, mangi le uova/i formaggi/usi pelle e pellame/le piante se non sei certo che non soffrano?" "perché Greenpeace difende le balene ma non fa una campagna contro le centrali a carbone in Cina?" "non faccio l'elemosina a lui sennò la dovrei fare a tutti..." L'effetto è banalmente ottenuto mediante l'assolutizzazione e l'universalizzazione di un comportamento. Qualsiasi sforzo di cambiamento o di alterità mediana è bollato come insufficiente, cioè aggredito sulla sua tenuta logica, sul gap presunto tra ideale e capacità di metterlo in pratica: "non sei abbastanza aderente a quello che predichi". Il gioco è evidentemente reso possibile da un insieme di pregiudizi, per cui tutti sanno come e perché si comporta un vegetariano o greenpeace o un buddhista. Quello che perde, qui, è il vegetariano frontale, quello che al consesso di sarcofagi si autoproclama tale aspettandosi rispetto: il vegetariano che vota PD. Dopo l'autoproclamazione scatta inevitabilmente il vaglio critico, e un'intera tavolata dà al nostro dell'incoerente (quale effettivamente è). In alternativa dalla tavolata potrebbe partire lo sberleffo, che è fascista e contro il fascismo storicamente ha funzionato solo una cosa... E allora la faccenda si potrebbe così riformulare: come fa un vegetariano a dire di essere vegetariano senza dire "io sono vegetariano"? La soluzione del problema semiotico aprirà la strada a nuove strategie politiche, strategie che non prevedono il PD.
Elementi ulteriori (post scriptum): a) non riesco a capire da dove viene fuori una cosa, un pregiudizio che mi pare cruciale, quello cioè per cui chiunque, per il semplice fatto di fare scelte diverse, dovrebbe dimostrarle o esibirle con delle pratiche politiche evidentemente conseguenti (per un un'animalista dovrebbe lavorare in un canile e cose simili). Cioè o sono in grado di giustificarmi o sono in grado di provare, con la pratica, il senso profondo (?) di quello che faccio (=di dimostrare che "ci credo"). b) ...tanto è inutile aspettarsi "rispetto" o "comprensione". Voglio dire: adesso che la risposta compassionevole non è più quella "giusta", il razzismo e il disprezzo vengono subito a galla, già smascherati. Battere sul tasto della comprensione e della sensibilità è predicare ai convertiti. Bisogna trovare altre strade. Bisogna riuscire a dire le cose in un altro modo. c) non c'è il tempo di fare una lunga pedagogia del rispetto, del relativismo, dell'autodeterminazione: perché sono proprio i soggetti autodeterminati quelli che sono in pericolo adesso!
Anche se l'anno ci regala un'estate insolitamente mite, il clima sociale non lo è altrettanto. Scopriamo così che anche quando il contrario di "mite" è "violento", il rimedio resta il ghiacchio: lo mettiamo già sulle ferite di un ragazzo di Palermo, sui lividi di una sedicenne di Pescara e sulle abrasioni di un manipolo di trans romane. Pare si sia rivelato utile anche sulle ustioni di qualche decina di rom. Le donne poi, in casa, lo usano da decenni. Non è la bizzarra e provocatoria campagna pubblicitaria di una multinazionale dei ghiaccioli in crisi: è quello che sta succedendo. Aggressioni verbali, intimidazioni, pestaggi. E visto che non ci danno la parola nei dibattiti pubblici, noi rispondiamo con poche immagini eloquenti. Immagini fatte da voi che guardavate immobili due ragazzi gay mentre venivano picchiati a sangue sulla circumvesuviana, mentre vi sentivate offesi dai loro vestiti eccessivi, dalla loro esagerazione. È paradossale che siate così sensibili all'estetica e così freddi di fronte allo scorrere del sangue. ...temo che sarà un'estate agghiacciante.
Vabbe´, è stato come sempre. Che con due mesi d´anticipo sulla data inizi a chiederti che fare, mentre si moltiplicano discussioni online al bar.
Poi, tra il fosco e il brusco, ci vai uguale, sfavato perché la piattaforma non ti piace, ci sono le solite travesta appariscenti, non si vedono che culi e mai un cazzo!, che palle le polemiche!, basta le polemiche!, facciamo più polemiche!, fa caldo, il percorso è lungo, è periferico, è centrale, il percorso è breve, il percorso non mi piace, cazzo ma perché non siamo passati davanti ai negozi in centro che iniziavano i saldi?, cosa sono tutti questi cazzi al vento?, mamma mia quante tette, si doveva partire più tardi, facciamo la fiaccolata, qualcuno sa qual è la piattaforma?, la protezione civile dovrebbe essere a Napoli e non al pride, e via discorrendo...
E dopo dieci minuti che passi con i pregiudizi in centrifuga sei già meno losco e meno brusco. Tra una cosa e l´altra hai l´adrenalina a palla per la rabbia, il testosterone e gli estrogeni sopra la media, la serotonina sull´ottovolante, l´insulina euforica e ti viene anche voglia di allattare in bambino o di attaccarti al capezzolo di un orso per vedere l´effetto che fa. {Hey, ho anche visto un orso donna... non c´è più religggione! dove andremo a finire signora mia...?}
Poi saluti, baci, abbracci, vedi gente di cui non ricordi il nome ma improvvisi: "piazzola di sosta al Km 15 della toscoromagnola", "cesso della biblioteca di agraria", "sottopassaggio della stazione di Milazzo", e giù sorrisi nostalgici (veri o falsi poco importa).
Ad un certo punto "occupi" anche l´ex sede del Cassero, che adesso l´hanno intitolata alla madonna di San Luca, tanto cara a Casini. Non sai perché: non sai niente del 28 giugno 1982, non capisci perché avvolgerla di raso rosa, ti piace quando avvolgono di raso rosa i carabinieri, e ti viene un po´ una simpatica strizza al culo e una lacrimuccia perché ancora alla tua età riesci a fare ogni tanto le cose "contro", quelle da adolescente sovversivo a propellente anale che con la maturità di quindici anni dopo si chiede "mo´ succede che tra vent´anni occuperemo il muccassassina nel frattempo intitolato a San Benedetto XVI?" - e dici "occupo, occupo, così ce lo ricordiamo per il futuro - e basta dare il culo ai preti!"E ancora saluti, baci, abbracci: quello pare sempre drogato (una costante fenomenologica), quello è chiaramente un mormone, ma perché sfila con l´UAAR? (i limiti della fenomenologia), così non lo avevo mai fatto! (oltre i limiti della fenomenologia).
Arrivi in fondo, centomila, duecentomia, tremila secondo una questura, trentamila secondo un´altra, ma intanto piazza VIII agosto era stipata. E di nuovo i discorsi dal palco, ti incazzi, fischi, applaudi, ti emozioni, rabbrividisci, dissenti, assenti, e già che ci sei presenti!
E siccome ancora non è finita poi festeggi. Un party, due party, tre party. I piedi non li senti più (e ciò è bene), gli odori non li senti più (perché hai sudato così tanto che copri il lezzo altrui), e anche Madonna non la senti più (ma solo perché è già antica). La tua endiade mente-corpo è un equilibrio dinamico di conflitti, di contrasti, di pulsioni e repulsioni che ti tirano da una parte e ti spingono dall´altra.
E te ne vai a letto che sai che no, oggi non abbiamo fatto la storia - ma io c´ero. No, oggi non abbiamo cambiato l´Italia - ma io c´ero. No, oggi non verrà ricordato come il giorno del grande balzo in avanti - ma io c´ero. E non ho le manie di protagonismo, e non sono felice perché c´ero: sono felice perché mi ha fatto un casino bene.
Qualcun_ è stato male vedendo le immagini in TV? Aritmie cardiache? Ulcere duodenali e gastriti perforanti? Paresi facciali di bocche sdegnate? Eh sticazzi... eh stigrancazzi... peggio per loro che non sono venuti e hanno atteso che un mezzobusto malizioso glielo raccontasse.
La benda bianca l'avevo dalla manifestazione del 18 aprile a Lucca. Da quattro anni stava annodata allo zaino come i nodi ai fazzoletti, per ricordare che si deve fare qualcosa, dopo aver fasciato le nostre bocche per denunciare il silenzio dei lucchesi sull'ennesimo stupro fascista, mentre sfilavamo al solo suono luttuoso del tamburo di Cinzia. Oggi quel nodo è stato sciolto e quella benda è stata tagliata a metà.
Il drappo rosa ce l'avevo dal NoVat del 2007. Il rosa ce l'abbiamo sempre avuto, almeno dal 1938. Nonostante tutti gli sforzi fatti perché cambiasse di significato.
Questo posto tace da troppo tempo. Continuerà a farlo.
Io sono in giro, con una fascia bianca al braccio sinistro, e sopra c'è cucito un triangolo rosa. Mi sembra adeguato.
inevitabilmente oltre il limite della decenza quando non si sia ammessi alla sua definizione eppure interpellati come non-essere della decenza medesima, necessari al suo esistere
Questo era nato come blog sul lavoro. Volevo parlare dell'inversione delle responsabilità nel camerierato del paradosso del call-centre rispetto alla sex-line. Mi interessava soprattutto lo sfruttamento del narcisismo come forma di valorizzazione, o meglio di auto-valorizzazione. È che trattare argomenti politici mi appassiona e mi annoia contemporaneamente, quindi oggi mi limiterò a fornire alcune argomentazioni urgenti, solo in parte connesse con i temi elencati.
Il primo punto è la spinosa questione del "prendere il posto di dio", accusa ricorrente che salta fuori ogni volta che qualcun_ dice che qualcosa potrebbe essere fatta in un altro modo. Particolarmente in voga - quasi inflazionata - quando si parla di scienza, genoma, DNA, triplette e riproduzione. Nel caso specifico, accusare gli scienziati di voler prendere il posto di dio implica il credere che dio sia un bravissimo genetista. Ma se dio è, come paiono voler sostenere costoro, un grandissimo genetista, allora perché non ha mai vinto un nobel? (come argomenta opportunamente Gabriella Carlucci) E questo, diciamo, per tenersi entro un orizzonte di pensiero ristretto al caso specifico. Ciò detto, mi pare fondamentale chiarire un punto: abbiamo fatto dio perché risolvesse problemi. Ci siamo resi conto che, nonostante l'ottimizzazione da una pluralità di divinità ad un'unica divinità, nonostante gli aggiornamenti e le revisioni più o meno massicce, nonostante le nuove release e il proliferare, oramai, di altre versioni della divinità, dio non funziona poi così bene. Dico, l'abbiamo fatto onnisciente, onnipotente, onniveggente e sommamente buono, eppure non funziona. Lo abbiamo anche già cambiato un sacco di volte, e oramai non è manco più in garanzia. Mi pare evidente che, a questo punto, non resta che rimboccarsi le maniche e prendere il suo posto. E mi pare che, dal tempo del Terremoto di Lisbona che tanti argomenti suggerì ai filosofi, di strada ne abbiamo fatta. Per lo meno sul versante delle catastrofi.
Il secondo punto è seriamente rivolto all'ancora senatrice Paola Binetti. Alla quale sono francamente stanco di spiegare che no, io non sono malato, anche se tu credi il contrario. E con la quale non ho voglia di dissertare di malattie, patologie e normalità. Tesoro, se sei angosciata perché dio, nonostante tutto il tuo amore e i tuoi sforzi, non ti ha ancora chiamata a sé non puoi sfracellarci i cojòni come se fosse colpa nostra: è la legge, baby, che non ci consente di darti una mano. Voglio dire, non possiamo semplicemente affrancarti e spedirti al creatore, lo capisci questo, vero? Apprezziamo, in effetti, il tuo sforzo di avvicinarti a lui mediante l'impiego del cilicio. Però, sweetie, lo devi usare al contrario: gli uncini vanno all'interno. Così, invece, sei solo rimasta impigliata alla poltrona. E nessuno viene accolto in cielo con tutto lo scranno, abbiamo già detto delle nevrosi narcisistiche del Signore, e sai che il trono lo vuole avere solo lui. Guarda, se non ci credi chiedi a Giulio, che è lì che insiste anche lui per restare attaccato allo scranno, povero gobbino.
Bon, per oggi basta. Domani (forse) il trattatello di antropologia del cyberspazio gayo da troppo tempo rinviato.
Uh, dimenticavo... ♂♂PisaPinkTank♀♀ v'invita a PorNoStop - altr@ pornografi@ a cura di Gaia Novati e con Gaia Giuliani Proiezioni da Cum2Cut, festival di cortometraggi “porno” indipendenti nato nell'ottobre 2006 in collaborazione con il Porno film festival di Berlino e quest'anno alla sua 2° edizione. Un’occasione per riflettere sulle definizioni e sui codici della pornografia, slegandola dagli immaginari stereotipati del porno commerciale, centrato sulla riproduzione di ruoli normalizzanti, e rivolgendo invece lo sguardo alle molteplici forme dei desideri individuali. Non più porno. Post-porno. Niente di dato, niente di fermo, solo dubbio, ri-pensamento, ri-definizione dell’individuo e delle sue modalità espressive. In nessun modo oscene.
--->venerdì 14 marzo, ore 19-21,30 <--- apericena / proiezione / dibattito / inaugurazione della pink tank etero-friendly {♫♪tutti i venerdì sera @ Rebeldìa♪♫} @ Rebeldìa via Battisti 51/633 Pisa www.rebeldia.net
Che schifo. Mi sono spremuto un punto nero enorme. Roba da guinness. Te lo farei vedere, ma me l'hanno sequestrato. Ma era davvero grosso: sarà stato alla ventitreesima settimana.