13.2.09

L'incipit

UPDATE DEL 23/02
Ecco i dettagli per votare
1. Aprire Internet Explorer (con Firefox tentatela e in bocca al lupo, ma non è detto che funzioni)
2. Registratevi a virgilio su http://registrazioni.alice.it/ML/form?urlRitorno=http://romaeuropawf.myblog.it/
Dovete inserire un alias/nickname e una password collegati alla vostra casella di posta elettronica. Vi viene inviata una e-mail all'indirizzo che avete dato. Quindi aprite la vostra casella di posta, leggete l'e-mail di virgilio e cliccate sul link per confermare che siete proprio voi.
3. Andate sul sito http://romaeuropawf.myblog.it
4. Sotto i pulsanti rossi c'è una striscia grigia e, sulla destra, la scritta "Login" o le scritte "Profilo - Logout".
4.a Se appare "Profilo - Logout" andate al punto 5.
4.b Se appare LOGIN, cliccate. Viene caricata la pagina di login, inserite e-mail e password, e poi cliccate su Login. La barra cambia e compaiono le scrite "Profilo - Logout"
5. Cliccate su "profilo" e confermate i dati. Questo significa che potete inserire un po' quello che vi pare nei vari campi del modulo (che siete Rita Levi Montalcini e abitate a Cuneo, che il vostro numero di telefono è 610610610 etc...), basta che l'indirizzo e-mail sia sempre lo stesso. Confermate la modifica dei dati. A questo punto siete finalmente dentro e potete votare.
6. Andate alla pagina prescelta e votate. La pagina prescelta è quella con il mio incipit :D http://romaeuropawf.myblog.it/archive/2009/02/16/%C3%A8-ora-di-alzarsi.html
Trovate le stellette in un riquadro sotto al testo. Ci vorrà qualche secondo perché siano caricate. Accendetele possibilmente tutte cliccando direttamente sulla quinta! (non cliccatele una alla volta sennò mi arriva l'ennesimo 1 "di ripicca").
7. Poi, siccome ci sono anche un sacco di schifezze, potete stroncare qualcuno a piacere appioppandogli un uno. Gli altri incipit li trovate qui:
http://romaeuropawf.myblog.it/?pg=most_voted_cntr.php?c=3
Basta che non ve la prendete con l'autore di "Pro.Co. (professional corpse)" che è di Lazzaro/2 alias elealazzaro alias Nico, con l'autrice del "Compianto per Bianca morta" o con "All'inferno non ci siamo fatti poi tanto male" che sono più che dignitosi. Anzi, se volete votateli così non dico che risolleveremo le sorti letterarie del Paese, ma almeno avremo un concorso come si deve.


UPDATE del 16/02
Hanno messo il link. Prima si sono mangiati la prima riga di testo, poi hanno ripristinato.
Inutile dire che la lotta è spietata e ho collezionato 8 voti, di cui ben 6 sono un 1... non avevo fatto i conti con il narcisismo degli scrittori (che poi sarebbe anche il mio, ma uno dà qualche garbato "2" giusto in una breve fase della sgomitata, poi si inizierà a votare con un po' di obiettività e fair play o no?)
Vabbe', lo trovate qui

---post originale---
Questo post non c'è.
Cioè, sta da un'altra parte.
Ok, giungo e mi spiego.

Sto partecipando a un concorso letterario.
Per partecipare devo scrivere un incipit.
Fatto.
Per inviare l'incipit, devo pubblicarlo su un blog di myblog e girare alla redazione l'indirizzo del blog.
Fatto.

Quindi l'ultimo post lo trovate qui. E se vi piace mi fareste molto contento votandomi: avere dei buoni voti è uno dei modi per passare alla fase 2 del concorso.

Savasàn che per votare vi dovete registrare, quindi non vi massacrerò i cosiddetti chiedendovi disperatamente di farlo. Però se un po' mi avete stimato, magari...

26.1.09

Souvenir d'Italie

Mentre loro pare che Chiusi, Ciànciano, dice e passa che se sei cozza non ti stuprano.
Se ti stuprano, quindi, è colpa del tuo chirurgo estetico e, in generale, del tuo sporco tentativo di aderire al modello estetico dominante. Oppure sei nata così e allora è sfiga. D'altronde si sa che la bellezza italiana provoca. Ma a tali provocazioni il milite italico è immune, poiché sessualmente appagato in quanto a sua volta gnocco per definizione.

Insomma, come la giri la giri, noi maschi non c'entriamo niente.

19.11.08

-18 Le spine senza le rose

Nella bottega della gioia ci sta un prestigiatore. Basso che fa anche un po' il buffone, e ride e ride e ride. Il prestigiatore della gioia sorride e ti fa un trucco. E dove non c'era niente appare una rosa, e tu il trucco non lo vedi ma ci credi. Ché la rosa è senza spine, e il trucco - dici - è tutto lì.
Ora io mi chiedo, e chiedo a te, ma le spine dove stanno?
Già.
La rosa senza spine e le spine senza rose.
Mah.
Mi prende la perplessità. Insomma, voglio dire: bisogna controllare, tante volte uno sulle spine ci cascasse. Sai che male? Alla fine mi son messo a cercare, ché dal dubbio non dormivo. Finché una sera, furtivo, aggiro il prestigiatore e quatto quatto nel retro m'infilo.
Stupore!
Delle spine non c'è traccia.
Ohibò, penso, e Alla faccia!
questo è proprio uno stregone,
altro che prestigiatore!
Così però mi prende il timore che lo stregone m'abbia visto coi poteri, gli occhi dietro la testa o quelli di un topo amico tra le pieghe del tendone. Vabbe', mi dico, tanto fuori fanno festa e il danno è fatto: tanto vale pedalare, continuare a rischiare, indagare, spiare e magari riuscire a copiare 'sta magia della rosa senza spine.
È tutto un caos di pozioni e flaconi, fusti e bidoni, casse e cassoni. Ma spine niente. Non una in terra, dietro un fiasco, su di un alambicco, nel pestello. Né però trovo le rose. Magari un petaluzzo, una fogliolina, stami, pollini o boccioli. Niente.
Ma allora ditelo no? è un prodigio! non c'è trucco e non c'è inganno! Signore e signori, lui dal nulla crea le rose senza spine! Due dosi d'ingredienti et voilà, una rosa apparirà.
Ma che usa che usa che userà mai questo stregone? E mi metto lì a rovistare tra i volumi, ci saranno pagine di incantesimi, ricette di magia, apritisesami e abracadabre. Trovo elisir di gioia e fiaschette di godimento, mantelli dello splendore e stoffa delle tasche piene, c'è il minimarket delle meraviglie - per chi se le può permettere, beninteso.
Ma io voglio gl'ingredienti!
Eccola lì, la cassa di ferro vellultato con scritto INGREDIENTI spalancata davanti ai miei occhi mentre lui è fuori a fare i suoi prodigi e intascar quattrini. Piena di barattoli, con le componenti base della magia davanti a me. Li tiro fuori uno dopo l'altro, incredulo, sempre più stupito.
Ecco, il primo, un fluido rosso vivo. L'etichetta dice:
dolore di coppia separata dal lavoro inseguito
E poi nel secondo, a grana fine, polvere di contratto, biancastra e fragile.
Il terzo è grosso e pesante, sembra petrolio ma vibra come un fischietto. Leggo:
distillato di paura nel buio urbano desolato
Col cuore in gola continuo, un barattolo che ronza e fischia e trema sembra vuoto, l'apro. È eco di grida domestiche. Ho i brividi al cuore.
Ci sono fumi di speranze infrante. Nella scatola di legno trovo cuore di mamma, a pezzettini. Ecco brandelli del morto bianco. Stillicidio del degente. Succo di cervello in cattività. Raccolti su uno schermo trovo gli occhi di bambina incantata. E questa lunga striscia, che non capisco che sia... sessanta centimetri di vita.
Ceneri d'accampamento.
Ultima esalazione di pensionato strozzato.
Vapori di risparmi.
Essenza di affetti stroncati.

Eccoli gli ingredienti della gioia dello stregone.
Quante spine per un trucco da prestigiatore.

24.10.08

133 morte bianca

(Atrio della facoltà di lettere e filosofia, Pisa - 22/10/2008)

studio per un cherubino

acqua, cellophane, imbottitura di piume, finto sangue, nastro, 133 scarti di macelleria

courtesy of Lazzaro&Lazzaro avemariagratiaplenadominustec_ (Firenze, 1999)


Cherubino, s.m.
1 TS teol., nell’Antico Testamento, angelo che ha il compito di intercedere presso Dio | al pl., spec. con iniz. maiusc., secondo la concezione medievale dell’universo, le creature celesti che costituiscono il secondo coro del Paradiso.
2a CO estens., angelo, raffigurato spec. con la chioma bionda e le ali aperte;
avere una testa da c.: avere i capelli biondi e ricci.
2b CO fig., bambino o fanciullo di bellezza delicata.


Oltre che simbolo dell'ateneo pisano, ne è il suo massimo riconoscimento accademico. Qui lo abbiamo liberamente reinterpretato alla luce della riforma in atto. Senza alcuna ironia: non c'è niente da ridere.



4.10.08

Favola del Fiorco e della brufagna

C'era una volta, in un paese piccolo piccolo, un villaggio chiamato Mora. Mora era un posticino come tanti altri, pieno di gente che più o meno lavorava, che più o meno stava bene, che ogni tanto litigava ma che in fondo, sotto sotto, si amava. Ma Mora era un po' speciale, perché appena fuori dalle sue mura abitava il Fiorco.

Il Fiorco era tenuto un po' in disparte dagli abitanti di Mora perché era pur sempre uno strano: l'incrocio tra un fiore e un orco è infatti cosa ben rara, si sa. Loro lo avevano in simpatia, e lui in effetti spesso li divertiva e allietava le loro giornate e, soprattutto, le loro serate con piccoli spettacoli e qualche graziosa opera d'arte. Nell'intimo, però gli abitanti di Mora erano un po' diffidenti, perché il Fiorco non gli somigliava affatto: innanzi tutto era un po' più bello di tutti loro, e così i giovani di Mora erano un po' invidiosi, e poi lui ogni tanto scompariva, se ne andava via con altri Fiorchi e nessuno sapeva che facessero insieme. In effetti, era difficile credere che ci fossero altri Fiorchi: a Mora tutti pensavano che il Fiorco fosse solo lui, così quando si allontanava dicendo che andava a trovare altri amici Fiorchi tutti diventavano un po' sospettosi.

Finché il Fiorco un giorno non andò al municipio di Mora e chiese di diventare anche lui un abitante di quel villaggio. Perché col tempo chiaramente il paesino era cresciuto e ora le case erano così vicine alla sua che il Fiorco si sentiva un po' parte di Mora.

La capa dell'ufficio Residenze del municipio era all'epoca la signorina Pompi, Mara per gli amici che la chiamavano per nome. Era lei a seguire tutta la burocrazia degli abitanti, e sin dall'inizio la sua precisione e il suo rigore l'avevano resa famosa: la Mara di Mora era nota in tutti i villaggi vicini per la sua efficienza. Era anche troppo efficiente. Il pescivendolo dovette quasi chiudere perché la signora Pompi diceva che il puzzo del pesce dava fastidio ai passanti, il fioraio dovette trasferirsi vicino al pescivendolo per coprire il suo odore, e infine il farmacista fu messo a produrre calmanti sottocosto per tutti e due. Insomma, presto fu chiaro a tutti che la Mara non solo stava approfittando della sua nuova posizione nell'assegnare alloggi, case e residenze, ma stava anche facendo un gran caos, così fu subito ribattezzata L'Amara Dimora. Nessuno però osò dire niente, perché lei nel frattempo era diventata la preferita di Nato, un tipo così carino e così educato che il suo parere contava moltissimo a Mora e al quale piaceva tutto quell'ordine pensato dalla Pompi.

Quando il Fiorco se la trovò davanti fu preso un po' dallo sconforto. Lei gli disse subito che, essendo dopotutto uno straniero, non poteva diventare un cittadino come tutti gli altri. Era necessario che facesse qualcosa di speciale per fugare i sospetti di tutti gli altri abitanti di Mora. Il Fiorco pensava, pensava, pensava e non gli veniva in mente niente, niente di niente: lui faceva solo spettacoli e opere d'arte! Scrisse un'opera per celebrare Mora, e niente. Dipinse un grandissimo quadro di Mora, e non bastò. Non funzionarono poesie, odi, canti, sculture né tragedie corali alla maniera degli antichi né progetti di palazzi alti come montagne. La Mara gli diceva sempre che non bastava e così il Fiorco era sempre più abbattuto.

Finché non scoppiò un'epidemia di brufagna.

Bisogna dire che tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivata la brufagna, ma nessuno in realtà se l'aspettava. Le brufagna colpì tutti indistintamente, colpì persino Nato Re (Re era il cognome di Nato, anche se non l'abbiamo detto prima) e tutti i notabili di Mora e nessuno fece più vita. Non era una malattia grave, solo non ci si poteva sedere più. Perché la brufagna faceva spuntare tantissimi brufoloni proprio sul didietro, così fastidiosi e sensibili che il minimo strofinìo era subito un dolore lancinante, di quelli che ti fanno veder le stelle. Tutti, a Mora, dovevano stare in piedi. E si capisce quanto può esser stancante stare sempre in piedi, e quanto s'innervosissero gli abitanti. In poco tempo a Mora erano tutti diventati litigiosissimi. Ma non il Fiorco. Il Fiorco aveva la soluzione, così per ingraziarsi la Mara e avere la cittadinanza andò dal signor Re, così influente, e gli mostrò la soluzione. Non aveva una cura per la brufagna, ma aveva un coso per stare seduti senza poggiare il sedere.

“E come fai?” gli chiese Nato facendo tanto d'occhi.

“Uso questo!”, e il Fiorco tirò fuori un affare di gomma, lungo lungo e con una ventosa per attaccarlo un po' ovunque “Con la ventosa lo attacchi da qualche parte e poi lo stringi fra le natiche, lì in mezzo dove non vengono i brufoloni, così puoi stare appoggiato e non tocchi mai la sedia. Non curerà la brufagna, ma finalmente tutti si potranno riposare!”

“E come si chiama?”

“Boh, gli amici Fiorchi che me l'hanno fatto conoscere lo chiamano dildo”

Nato fu subito entusiasta della proposta, afferrò il dildo e chiamò subito Mara perché gli assegnasse un terreno per una fabbrica. Lei chiese in cambio un accordo e fecero una joint-venture e si costruirono le Re Nato&Pompi Mara Industries e la Pompi-Nato Distribution Ltd., che produssero e distribuirono decine di dildo chiamandoli “DildoRè”, così, tutto attaccato.

In un attimo a Mora non si parlava d'altro che dei DildoRè. Tutti li compravano, ognuno aveva il proprio. Ce n'erano attaccati alle sedie, agli sgabelli, alle poltrone, ai divani e persino ai muri per potercisi appoggiare. Era tutto uno strizzar di natiche. Fu così che, stringi che ti stringi, il muscolo iniziava a dolere, e più il muscolo s'affaticava più si rilasciava, e più si rilasciava più il DilDoRé premeva, premeva lì, proprio lì tra le ch... sull buco del c... be', sì, insomma, avete capito. E la gente di Mora già si stava arrabbiando con Nato e Mara per avergli venduto una cosa che non funzionava proprio, che aggiungeva strazio allo strazio, e Nato e Mara scaricarono subito la colpa sul Fiorco: “E' stato lui ad avere l'idea, lui e i suoi amici Fiorchi che gliel'hanno suggerita”.

E così il Fiorco non ebbe la sua cittadinanza e anzi gli fu detto che era pricoloso per quelli di Mora, e che adesso sarebbero stati ancora più sospettosi. Gli abitanti si tennero la loro brufagna e la loro diffidenza, tutti sempre dritti e sempre stanchi e sempre a litigare. Gli unici che c'avevano guadagnato erano Nato e Mara, che adesso erano ricchi sfondati e se la godevano alle spalle di tutti quelli che avean preso per... i fondelli!

16.9.08

conversioni all'immagine

Ho scoperto che avevo un'anima.
L'ho vomitata stanotte.
Ve la faccio vedere in cam?

6.8.08

Decisioni di un segretario mancato

L'analisi delle registrazioni carpite con i nostri strumenti e progressivamente liberate del rumore di fondo ci consente di proseguire con l'ennesima hit della colonna sonora di questa tormentata estate canora del pierrecì.
In esclusiva per il pubblico di questo angolo della rete, ecco le franche confessioni di Nichi Vendola qualche attimo dopo il voto congressuale.

(sulle note di vengo dopo il tiggì)


Ferrero me l'ha detto
l'accordo è stato fatto
ancora un quarto d'ora
e dopo è il lutto
Oh Oh Oh! L'ha detto
Oh Oh Poi... è il lutto
Tu sei così marxista
parecchio leninista
però sei un poco troppo stalinista
Oh Oh Oh! marxista
Oh Oh O-! peraista

E allora Paolo quando vieni a amministrare qui con me
ché nelle Puglie e 'un ci governi mi'a te!
Ma sì!
Mi tessero nel piddì
Mi tessero nel piddì
Forse nell'iddivì
T' ho detto sì!
Mi tessero nel piddì
Mi tessero nel piddì
Mica col piddicì
piddì piddì piddì piddì
vengo e rimango lì
anche con essedì
piddì piddì piddì piddì
vengo e rimango lì
anche con essedì

Io non sarò normale
pratico il sesso anale
ma il resto pare assai
così banale
Oh Oh Oh! Anale
Oh Oh Oh! A-normale
E' colpa di Maurizio
Acerbo non mi sfizia
che tutto certo fa ma non negozia
Oh Oh Oh! Maurizio
Oh Oh Oh! Non negozia
E allora Claudio se fa il salto
o non fa il salto non lo so
s'e' fatto tardi e ancor più tardi non si può
Ma sì!
Mi tessero nel piddì
Mi tessero nel piddì
Forse nell'iddivì
T' ho detto sì!
Mi tessero nel piddì
Mi tessero nel piddì
Mica col piddicì
piddì piddì piddì piddì
vengo e rimango lì
anche con essedì
vengo e rimango lì
anche con essedì

4.8.08

Ballata dell'elettore pentito

La nostra pausa estiva continua con le ultime hit estratte dalla colonna sonora originale di "Beghe di Partito". Stamattina vi proponiamo la portentosa Ballata dell'elettore pentito, confessione tragica di un popolo di orfani.

(sulle note di ma non ho più la mia città)

Venne il giorno che gli dissi
pierrecì tu non mi basti
al governo cos'hai fatto
come hai speso il tesoretto
e volevo ripartire
dal consenso già raccolto
per potere riaprire
quel programma ormai sepolto
chiuso con delle catene
pieno ormai di ragnatele

Mi dicevi da sinistra
senza falce né martello,
col partito comunista
ed un verde ambientalista,
- se Di Pietro avrai votato
la sinistra avrai perduto.
Ma il Caimano era vicino
Il Caimano, il Caimano
era questo sai il mio sogno
di sconfiggere il bisciùn

Non sto più governando
Non sto più criticando
e non ho più il mio pierrecì.
Non è cambiato niente
tutte le notti aspetto
ancora una costituente.

E così votai per Walter
mi fottevo di paura
ripensando al tesoretto
non sia mai del Cavaliere
E così arrivò in quel posto
e da allora son dolori
Ora sei l'ultima spiaggia
ma la fine ti minaccia.
E ogni notte mi consumo
a svegliarmi tra i rimorsi.

Non sto più governando
Non sto più contrattando
e non ho più il mio pierrecì.
Non e' cambiato niente
tutte le notti aspetto
ancora una costituente.
Non sto più governando
Non sto più lavorando
e non ho più il mio pierrecì.

A lavoro va già male
nella busta sempre meno.
Del lavoro mal pagato
si rimedia solo a nero
ma le morti sono bianche
e per terra c'è del sangue
penso ancora alle parole
scritte in alto sul giornale:
cade dalle impalcature, moglie muore a casa sola.

Non sto più governando
e ancora sto lottando
ma non ho più il mio pierrecì.
Non e' cambiato niente
tutte le notti aspetto
ancora una costituente.
Non sto più governando
e ancora sto lottando
ma non ho più il mio pierrecì.

2.8.08

Povero Cretino

In via esclusiva, grazie ai nostri potenti mezzi, abbiamo qui l'onore di pubblicare i duetti segretamente intonati sabato scorso a Chianciano Terme dall'ex Ministro con i principali esponenti delle altre mozioni.
(sulle note di brivido felino)

[Grassi, Pegolo-Giannini, Bellotti, De Cesaris-Russo]
Ormai avevo pensato
di non votare più per te
invece vedo il canaio
che hai messo su stasera per Nichi.
Provo a fare finta che
ti modero un po'
ma in fondo poi perché?
Qui è già calda l'atmosfera
io con te stasera ci sto.
Come un povero cretino sento che mi vuoi
la luce del marxismo spande su di noi
il partito è qui che trema
lego le tue mani
mi chiami, mi chiami,
Paolo lo so
ora che anche tu mi vuoi.

[Ferrero]
Adesso mentre mi voti
capisco che mi piaci perché
[gli Altri] - che ministero fu con te! -
è cinquantuno davvero
i voti che speravo per me.
Provo a fare finta che
ti scavalco ma
il gioco mi delude,
è già calda l'atmosfera
da te vorrei stasera di più:
come un povero cretino sento che tu puoi.
Sconfitto Nicolino brucia qui per noi.
C'è il partito qui che trema
leghi le mie mani, mi voti mi voti.

[gli Altri]
Come un povero cretino ora che tu sdai
ti sento stalinista vero come sei
ho l'impulso di fermarti
ma tanto non potrei
se ti scopri trotzkista come tu sai
e ti sento che mi vuoi

[coro]
povero cretino
povero cretino
povero cretino
povero cretino

[gli Altri, insieme]
Come un povero cretino,
io potrei immolarmi da adesso
per come svolti e ti dai

[la 2]
scomparremo come il PSIUP

[Massimo D.]
ce n'è voluto di tempo

12.7.08

-19 Pregiudizi

i comunisti mangiano i bambini
anche quelli rom

-20 insensibile alle sfumature

siccome non riesco bene a distinguere tra te e la scimmia, sono vegetariano per evitare di mangiarti
sono certo che, quando un kit portatile per l'analisi del DNA sarà disponibile su ebay a prezzi abbordabili con un salario precario, potrò smettere di essere vegetariano
se hai a cuore il mio problema - cioè se vuoi che non ti mangi per sbaglio ma insisti perché io mangi carne - fa' qualcosa
se pensi che potrei imparare a distinguere tra te e la scimmia, fa' qualcosa
ma non ti impegnare troppo con le distinzioni: potrei finire col mangiare i pesci, le scimmie, i rom e non te
o forse ti aspetti proprio questo?

un vegetariano all'attacco

La formulazione approssimativa della faccenda potrebbe essere, all'incirca: quando tieni una condotta eticamente orientata ma difforme dall'etica dominante, la struttura fondamentale delle obiezioni si articola lungo le linee della coerenza. Ad esempio:
"perché, se sei vegetariano, mangi le uova/i formaggi/usi pelle e pellame/le piante se non sei certo che non soffrano?"
"perché Greenpeace difende le balene ma non fa una campagna contro le centrali a carbone in Cina?"
"non faccio l'elemosina a lui sennò la dovrei fare a tutti..."
L'effetto è banalmente ottenuto mediante l'assolutizzazione e l'universalizzazione di un comportamento. Qualsiasi sforzo di cambiamento o di alterità mediana è bollato come insufficiente, cioè aggredito sulla sua tenuta logica, sul gap presunto tra ideale e capacità di metterlo in pratica: "non sei abbastanza aderente a quello che predichi". Il gioco è evidentemente reso possibile da un insieme di pregiudizi, per cui tutti sanno come e perché si comporta un vegetariano o greenpeace o un buddhista. Quello che perde, qui, è il vegetariano frontale, quello che al consesso di sarcofagi si autoproclama tale aspettandosi rispetto: il vegetariano che vota PD. Dopo l'autoproclamazione scatta inevitabilmente il vaglio critico, e un'intera tavolata dà al nostro dell'incoerente (quale effettivamente è). In alternativa dalla tavolata potrebbe partire lo sberleffo, che è fascista e contro il fascismo storicamente ha funzionato solo una cosa...
E allora la faccenda si potrebbe così riformulare: come fa un vegetariano a dire di essere vegetariano senza dire "io sono vegetariano"?
La soluzione del problema semiotico aprirà la strada a nuove strategie politiche, strategie che non prevedono il PD.

Elementi ulteriori (post scriptum):
a) non riesco a capire da dove viene fuori una cosa, un pregiudizio che mi pare cruciale, quello cioè per cui chiunque, per il semplice fatto di fare scelte diverse, dovrebbe dimostrarle o esibirle con delle pratiche politiche evidentemente conseguenti (per un un'animalista dovrebbe lavorare in un canile e cose simili). Cioè o sono in grado di giustificarmi o sono in grado di provare, con la pratica, il senso profondo (?) di quello che faccio (=di dimostrare che "ci credo").
b) ...tanto è inutile aspettarsi "rispetto" o "comprensione". Voglio dire: adesso che la risposta compassionevole non è più quella "giusta", il razzismo e il disprezzo vengono subito a galla, già smascherati. Battere sul tasto della comprensione e della sensibilità è predicare ai convertiti. Bisogna trovare altre strade. Bisogna riuscire a dire le cose in un altro modo.
c) non c'è il tempo di fare una lunga pedagogia del rispetto, del relativismo, dell'autodeterminazione: perché sono proprio i soggetti autodeterminati quelli che sono in pericolo adesso!

3.7.08

-21 Esegesi di gesta quotidiane

Se li sta portando via uno ad uno, i miei libri.
Ultimamente, poi, lo fa anche con i giochi in scatola.
Finisce tutto a casa sua.

Secondo voi è furto o proposta di matrimonio?

29.6.08

-22 Pride

Anche se l'anno ci regala un'estate insolitamente mite, il clima sociale non lo è altrettanto. Scopriamo così che anche quando il contrario di "mite" è "violento", il rimedio resta il ghiacchio: lo mettiamo già sulle ferite di un ragazzo di Palermo, sui lividi di una sedicenne di Pescara e sulle abrasioni di un manipolo di trans romane. Pare si sia rivelato utile anche sulle ustioni di qualche decina di rom. Le donne poi, in casa, lo usano da decenni.
Non è la bizzarra e provocatoria campagna pubblicitaria di una multinazionale dei ghiaccioli in crisi: è quello che sta succedendo.
Aggressioni verbali, intimidazioni, pestaggi. E visto che non ci danno la parola nei dibattiti pubblici, noi rispondiamo con poche immagini eloquenti. Immagini fatte da voi che guardavate immobili due ragazzi gay mentre venivano picchiati a sangue sulla circumvesuviana, mentre vi sentivate offesi dai loro vestiti eccessivi, dalla loro esagerazione.
È paradossale che siate così sensibili all'estetica e così freddi di fronte allo scorrere del sangue.
...temo che sarà un'estate agghiacciante.

Vabbe´, è stato come sempre. Che con due mesi d´anticipo sulla data inizi a chiederti che fare, mentre si moltiplicano discussioni online al bar.

Poi, tra il fosco e il brusco, ci vai uguale, sfavato perché la piattaforma non ti piace, ci sono le solite travesta appariscenti, non si vedono che culi e mai un cazzo!, che palle le polemiche!, basta le polemiche!, facciamo più polemiche!, fa caldo, il percorso è lungo, è periferico, è centrale, il percorso è breve, il percorso non mi piace, cazzo ma perché non siamo passati davanti ai negozi in centro che iniziavano i saldi?, cosa sono tutti questi cazzi al vento?, mamma mia quante tette, si doveva partire più tardi, facciamo la fiaccolata, qualcuno sa qual è la piattaforma?, la protezione civile dovrebbe essere a Napoli e non al pride, e via discorrendo...

E dopo dieci minuti che passi con i pregiudizi in centrifuga sei già meno losco e meno brusco. Tra una cosa e l´altra hai l´adrenalina a palla per la rabbia, il testosterone e gli estrogeni sopra la media, la serotonina sull´ottovolante, l´insulina euforica e ti viene anche voglia di allattare in bambino o di attaccarti al capezzolo di un orso per vedere l´effetto che fa. {Hey, ho anche visto un orso donna... non c´è più religggione! dove andremo a finire signora mia...?}

Poi saluti, baci, abbracci, vedi gente di cui non ricordi il nome ma improvvisi: "piazzola di sosta al Km 15 della toscoromagnola", "cesso della biblioteca di agraria", "sottopassaggio della stazione di Milazzo", e giù sorrisi nostalgici (veri o falsi poco importa).

Ad un certo punto "occupi" anche l´ex sede del Cassero, che adesso l´hanno intitolata alla madonna di San Luca, tanto cara a Casini. Non sai perché: non sai niente del 28 giugno 1982, non capisci perché avvolgerla di raso rosa, ti piace quando avvolgono di raso rosa i carabinieri, e ti viene un po´ una simpatica strizza al culo e una lacrimuccia perché ancora alla tua età riesci a fare ogni tanto le cose "contro", quelle da adolescente sovversivo a propellente anale che con la maturità di quindici anni dopo si chiede "mo´ succede che tra vent´anni occuperemo il muccassassina nel frattempo intitolato a San Benedetto XVI?" - e dici "occupo, occupo, così ce lo ricordiamo per il futuro - e basta dare il culo ai preti!"E ancora saluti, baci, abbracci: quello pare sempre drogato (una costante fenomenologica), quello è chiaramente un mormone, ma perché sfila con l´UAAR? (i limiti della fenomenologia), così non lo avevo mai fatto! (oltre i limiti della fenomenologia).

Arrivi in fondo, centomila, duecentomia, tremila secondo una questura, trentamila secondo un´altra, ma intanto piazza VIII agosto era stipata. E di nuovo i discorsi dal palco, ti incazzi, fischi, applaudi, ti emozioni, rabbrividisci, dissenti, assenti, e già che ci sei presenti!


E siccome ancora non è finita poi festeggi. Un party, due party, tre party. I piedi non li senti più (e ciò è bene), gli odori non li senti più (perché hai sudato così tanto che copri il lezzo altrui), e anche Madonna non la senti più (ma solo perché è già antica). La tua endiade mente-corpo è un equilibrio dinamico di conflitti, di contrasti, di pulsioni e repulsioni che ti tirano da una parte e ti spingono dall´altra.

E te ne vai a letto che sai che no, oggi non abbiamo fatto la storia - ma io c´ero. No, oggi non abbiamo cambiato l´Italia - ma io c´ero. No, oggi non verrà ricordato come il giorno del grande balzo in avanti - ma io c´ero.
E non ho le manie di protagonismo, e non sono felice perché c´ero: sono felice perché mi ha fatto un casino bene.

Qualcun_ è stato male vedendo le immagini in TV? Aritmie cardiache? Ulcere duodenali e gastriti perforanti? Paresi facciali di bocche sdegnate? Eh sticazzi... eh stigrancazzi... peggio per loro che non sono venuti e hanno atteso che un mezzobusto malizioso glielo raccontasse.

Tiè.




24.6.08

OGM

crittografia genetica
insonnia di un vegetariano
(1'8 5)

l'insalata russa

3.6.08

Riti

Ho sempre avuto un pessimo rapporto con i riti.
Sin da quella volta che mi sono fatto la cacca al battesimo.